Il tema della sicurezza nei grandi centri urbani si incrocia inevitabilmente con la necessità di  trasformazioni nelle infrastrutture delle città ma anche nella valorizzazione delle realtà culturali che contribuiscono a costruire il senso di una comunità.
Uno degli esempi più interessanti  è quello della città di Medellin, città simbolo del narcotraffico, considerata da sempre una delle città più pericolose al mondo, diventata, grazie ad intervento su più assi, pensato da un pool internazionale di urbanisti, una delle 200 città più innovative al mondo..
Gli interventi, estremamente mirati, realizzati con un budget relativamente limitato,  hanno riguardato in particolare l’area dei trasporti (con la realizzazione di un trasporto a fune realizzato dall’azienda italiana Agudio, che ha rotto l’isolamento di alcune delle zone più a rischio della città), alla creazione di spazi pubblici come bibiloteche e parchi fino alla creazione di una sofisticata infrastruttura  tecnologica di controllo del territorio. Una lezione anche per l’Italia.
Una sintesi di quanto sta avvenendo a livello globale la troviamo in un libro appena uscito in Italia. Nel seguito uno stralcio da un’intervista riportata dal quotididiano La Repubblica di Venerdì 2 Novembre.
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Nel 2050 il 66% della popolazione mondiale si troverà in centri urbani. Due miliardi e mezzo di persone in più rispetto a oggi. Il destino dei cittadini sarà profondamente influenzato dai centri in cui vivranno. Serve una pianificazione immediata: in Africa e Asia l’80% delle infrastrutture che esisteranno fra 30 anni sono ancora da costruire; nel resto del mondo le grandi metropoli dovranno affrontare emergenze come inquinamento e immigrazione. Ricky Burdett, professore di Studi Urbani alla London School of Economics, studia questi “lavori in corso” da almeno 15 anni. Burdett è a capo di Lse Cities, uno dei più importanti centri di ricerca sulle città al mondo, ed è anche il curatore – insieme a , direttore esecutivo di LSE Cities – del libro Shaping Cities in an Urban Age, da poco uscito in Italia per Phaidon. Il volume racchiude gli studi del progetto Urban Age, che ha osservato da vicino i cambiamenti di più di 40 città, da Addis Abeba a Hong Kong. Il risultato è un interessante specchio delle metropoli odierne, nonché un prezioso manuale per gli architetti e i governanti del futuro.
Professor Burdett, l’aumento della densità di popolazione, nei centri urbani, appare inevitabile. Quale città sta affrontando meglio questa crescita?
Può darci altri esempi di città che stanno lavorando egregiamente per il futuro?
“Tra quelle che si stanno riconfigurando, per correggere i loro problemi, citerei Bogotà e Medellin, in Colombia. Attraverso operazioni chirurgiche che interessano più settori, dai trasporti alle biblioteche, queste due metropoli provano ad attenuare le disuguaglianze economiche e sociali tra i loro abitanti. Entrambe potrebbero essere d’ispirazione anche per le città italiane”.
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