Numerosi studi e pubblicazioni a livello internazionale (vedi ad esempio, “The Human city: the humanism for the rest of us” Joel Kotkin– 2016 o “Housing in the evolving American suburb” – Urban Land Institute– report, 2016 e al.) dimostrano la stretta correlazione esistente tra il valore al metroquadro degli immobili, l’indice di sicurezza, specialmente nelle aree ad alta intensità multi-etnica, e l’indice di “camminabilità”.
In un convegno tenutosi nel gennaio 2018 a Cagliari sul tema della “camminabilità”, è emerso con chiarezza come rendere più camminabili le nostre città sia importante per la qualità della vita di tutti, soprattutto delle persone più svantaggiate, perché rende accessibili quartieri, servizi e spazi pubblici con strade e marciapiedi più sicuri e vitali;
È importante per la salute di tutti perché riduce inquinamento e incidenti e perché rende possibili stili di vita più sani;
È utile per favorire l’inclusione sociale, sviluppare l’autonomia e l’educazione di tutti cittadini;
È fattibile perché può essere realizzata con interventi a basso costo e ad effetto immediato;
È efficace perché porta con sé altri effetti benefici per lo sviluppo del territorio là dove si estende oltre i confini della città tradizionale.
La sensibilità al tema della camminabilità urbana è in crescita continua ovunque. Un esempio sono le posizioni assunte da autorevoli rappresentanti della Giunta del Comune di Torino: “istituire l’assessorato alla camminabilità”. È questa la proposta-provocazione lanciata dal vicesindaco Guido Montanari. Una frase che ben definisce l’idea di città che vuole portare avanti la giunta (..) “Questo”, ha proseguito in un suo recente intervento il vicesindaco,”è un problema che dobbiamo porci con i nostri strumenti di progettazione. Dobbiamo lavorare in questa ottica per costruire la città del futuro. Sarebbe più giusto istituire l’assessorato alla camminabilità. Ciò permetterebbe risparmio e un miglioramento della salute di tutti,  piuttosto che quello alla viabilità”.
L’obiettivo del Progetto EWA è quello di contribuire a far nascere una sorta di eco-sistema, costituito da una comunità di persone che, attraverso una serie di strumenti, tra cui una PiattaformaTecnologica basata su particolari beacon, possano organizzare il proprio tempo libero,partendo dalla (ri)scoperta della Memoria dei luoghi e dalla loro valorizzazione anche in chiave turistica.
Il progetto EWA nasce dalle attività di Ricerca nell’ambito del progetto “Tellingstones”, che ha prodotto gli elementi concettuali e di design fondamentali.
Il Comune di Torino, con un apposito pronunciamento,  si è dichiarato ufficialmente interessato a partecipare ad una eventuale sperimentazione del progetto EWA ed a condividerne i risultati.
Gli obiettivi principali sono:
  • L’incremento della “camminabilità” urbana, in particolare nelle periferie;
  • Lo sviluppo di servizi  di “collective sensing”
A partire dall’analisi dei dati raccolti, costituiti dalle tracce digitali lasciate dai visitatori, nuovi servizi consentiranno:
  • la valutazione dei flussi turistici provenienti dalle diverse nazionalità; 
  • il supporto nelle fasi di pianificazione e ottimizzazione dei servizi di accoglienza.

la foto in copertina è della fotografa Cosmina Lefanto

Cosmina Lefanto ha avviato, ormai da molti anni, una continua ricerca nel campo della fotografia artistica e del reportage. Diplomata in arti fotografiche, ha curato moltissimi reportage istituzionali, aziendali, artistici. frequenta la Scuola di Counseling ed ha avviato, da qualche tempo, laboratori che uniscono la passione per l’arte fotografica con la ricerca su se stessi